Olio extra vergine d’oliva miracoloso per ridurre attacchi di cuore e ictus

Le malattie cardiovascolari sono la vera epidemia del XXI secolo che necessitano di un sistema di prevenzione efficace. I rischi connessi a problemi di circolazione alle estremità si possono ridurre del 66% grazie all’olio extra vergine d’oliva. Il succo di oliva è capace anche di ridurre del 30% il rischio di fibrillazione atriale, un di aritmia che colpisce una persona su quattro. Scoperte fatte da un team di ricerca internazionale, coordinato dall’Università di Navarra. Uno studio epidemiologico che ha coinvolto 6705 partecipanti divisi casualmente in tre gruppi. Il primo gruppo seguiva una Dieta Mediterranea classica, con olio extra vergine di oliva come grasso principale. Il secondo gruppo seguiva una Dieta Mediterranea, arricchita con noci per il loro alto contenuto di acido α-linolenico. Il terzo gruppo seguiva le linee giuda alimentari dell’American Heart Association, con una riduzione del consumo di grassi del 30% e un’assunzione massima di grassi saturi del 10%, evitando fritti e privilegiando verdura alla griglia o al vapore. Si tratta di tre diete considerate sane, ma con risultati salutistici assai diversi. Dopo 5 anni, i pazienti che hanno seguito la Dieta Mediterranea con olio extra vergine d’oliva avevano un’incidenza della patologia di fibrillazione atriale inferiore del 30% rispetto ai soggetti che hanno seguito le altre diete. Benefici sono stati notati anche per le altre diete, in particolare nel ridurre i problemi circolatori agli arti ma in misura decisamente inferiore alla Dieta Mediterranea con olio di oliva. Non è allora un caso che l’American Heart Association e in particolare il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti stanno rivedendo le loro raccomandazioni dietetiche per andare sempre più vicino alla Dieta Mediterranea. Secondo l’autore della ricerca, lo spagnolo Miguel Martinez: “gli effetti anti-infiammatori e antiossidanti dell’olio extra vergine di oliva nel contesto di Dieta Mediterranea possono spiegare i benefici osservati, ma ulteriori studi sono necessari per replicare questi risultati e per esplorare i meccanismi alla base.”